L'idea di questo database nasce nel 2008 quando, cominciando a studiare tecniche di allevamento zootecnico, ho avuto l’esigenza di acquistare un software professionale per la simulazione di piani di allevamento e relative consanguineità. Per far funzionare questo software era necessario avere un database da cui attingere i dati, e così nacque il primo nucleo di un migliaio di soggetti, inseriti con pazienza, un po’ alla volta. Negli anni poi feci svariate simulazioni, anche per amici, e così arrivai fino a 1600 soggetti.
Nel 2011 nasce l’idea di progettare un lavoro di Genomica per la razza, questo lavoro richiedeva come base di partenza uno studio genealogico della popolazione oggetto della ricerca, per tracciare tutte le linee di sangue esistenti e valutarne la distanza in base ai pedigree. Mi serviva quindi raccogliere l’intera popolazione italiana del Cane Lupo Cecoslovacco e una lista completa di tutti i riproduttori usati nella sua storia. E’ così che il Database CLC-Italia prese vita come idea. I presupposti del progetto di Genomica vennero poi meno, ma mi rimase in testa la voglia di completare questo Database, anche perché nella razza si sentiva davvero la mancanza di una raccolta di dati aggiornati, affidabili e facilmente fruibili. Dato che il lavoro si presentava come notevole, coinvolsi nel progetto altre persone che condividevano la stessa esigenza di creare un database affidabile. Aderirono al progetto gli amici Marta Barberi, Andrea Gambato, Arnaldo Balatroni, Riccardo Lubrano, Marika Kytyrova, Stefano Dagnino e Serena Balliana. Il loro supporto iniziale è stato fondamentale, essi sono da considerarsi a tutti gli effetti come fautori e fondatori di questo lavoro, anche se poi si è ritenuto opportuno che uno solo ne tenesse le redini per ragioni che riguardano la logistica di gestione e reperimento dei dati che non poteva essere standardizzata e quindi realizzata a più mani. Di fatto a questi amici voglio esprimere il più sentito ringraziamento per l’appoggio in questo lavoro.

Cominciai a ragionare su come ricavare tutti i dati per integrare quelli già in mio possesso, come archiviarli per poi caricarli in un database web da creare appositamente, e come gestirlo. Il database ha cominciato a prendere forma verso la fine del 2012 con la collaborazione di Micaela Esposito di Rawer, ingaggio poi ratificato per la realizzazione della struttura del Database e quindi di pari passo ogni tassello ha cominciato ad andare al suo posto.
A febbraio mi trovai davanti alla necessità quindi di formare un enorme file Excel con tutti i cani e i loro campi di dati (17 per ogni cane). Allora stimavo, per la popolazione italiana e tutti i cani esteri che ne rappresentano gli antenati fino alle ibridazioni iniziali, circa 5-6000 soggetti che si traduceva in 5-6000 righe di Excel con 17 colonne di dati. Passarono giorni prima di avere una concreta idea sul metodo da usare per ricostruire con capillare precisione la popolazione italiana. Cominciare dal punto sbagliato o con presupposti sbagliati equivaleva potenzialmente a fare un lavoro doppio o lasciare fuori completamente certe parti della popolazione. Non potevo cominciare a prendere dati senza un criterio. Non avrebbe portato a nulla.

Il metodo giusto mi fu chiaro grazie a un regalo, del caro amico e allevatore slovacco Milan Budaj. In occasione di una breve visita mi regalò la sua copia personale del libretto (report d’allevamento) del primo decennio del Club Slovacco che comprendeva tutte le nascite di CLC dal 1982 al 1991 e le linee ascendenti delle fattrici e stalloni usati, periodo cruciale della formazione della razza da cui derivano tutti i CLC esistenti al mondo, e quindi anche quelli Italiani. Decisi quindi che sarei partito dai lupi e sarei disceso fino ad arrivare alla popolazione italiana tracciando solo i riproduttori che poi compaiono nei soggetti che hanno dato vita al CLC in Italia, e poi i soggetti esteri che sono stati introdotti successivamente negli anni. Tutti i CLC italiani hanno questi soggetti come ascendenti, da essi avrei ricavato tutti gli altri con un paio di semplici meccanismi di incrocio e di verifica e con un determinato ordine di procedimento tutt’altro che lineare.
Il più fu cominciare; ricordo che alla fine del primo giorno avevo circa sessanta cani sul mio file, e ciò fu deprimente. A quel ritmo ci avrei messo moltissimo. In seguito la metodica cominciò a raffinarsi e la velocità di inserimento decisamente a migliorare. Arrivato a buon punto dei cani esteri, cominciarono ad apparire i primi riproduttori usati in Italia e cominciai la capillare ricostruzione di tutte le cucciolate partendo dal presupposto che ogni cane italiano deriva da quelli, e che ogni cane estero in seguito introdotto è stato accoppiato con uno già presente nella popolazione italiana e quindi già presente nel mio file.
Il lavoro è quindi proseguito di gran lena grazie alla consapevolezza di essere sulla strada giusta. Dopo mesi e mesi a tempo pieno potei guardare con soddisfazione un file che conteneva 7174 soggetti di cui 6480 soggetti italiani nati tra il 1° gennaio 1998 e il 18 marzo 2013.
Il lavoro non era purtroppo concluso anche se ero convinto di aver espletato la fase maggiormente problematica. Non avevo fatto i conti con la tecnologia beffarda. Bisognava trasportare il grosso fardello da un file Excel alla struttura web che avrebbe dovuto generare tutte le relazioni tra i cani e quindi i pedigree e tutto ciò che ne consegue. Il primo attentato della tecnologia fu il cancellamento totale, per motivi che ancora non riesco a spiegarmi, di tutta la colonna relativa ai microchip, dati che sono riuscito solo parzialmente a recuperare. Grazie a questo scherzetto c’è ancora qualche dato mancante negli anni 2011 e 2012 che sto riportando a normalità.
Il contrattempo più grosso fu creato dalla struttura del database che doveva riconoscere i campi genitori per creare le relazioni. Purtroppo si dovette riprendere in mano (inventandomi una metodica analitica per non lasciare indietro errori) buona parte delle relazioni, lavoro durato otto giorni consecutivi al ritmo di 10-12 ore al giorno.
Un primo controllo rispetto alle statistiche ENCI mi fornì la prova di essere riuscito nel mio scopo e anzi ho rilevato più cani iscritti al registro rispetto alle statistiche pubblicate. Nel periodo 2002-2012 le statistiche ENCI relazionano un totale di 5797 cani iscritti, mentre io ho ricostruito una popolazione (controllata capillarmente sul DB ENCI) di 5846 soggetti. Guardando le statistiche per anno ci sono delle leggere differenze, ora in eccesso, ora in difetto che finiscono per eguagliarsi. La discrepanza totale del Database dalla statistica ENCI è del 0,884% in eccesso, mentre la discrepanza relativa al dato degli ultimi 3 anni è dello 0,06%, sempre in eccesso. Posso dire di aver raggiunto un livello di accuratezza del tutto soddisfacente per un database che si pone come strumento divulgativo e amatoriale, ma anche e soprattutto uno strumento professionale per addetti ai lavori.
Articolo inserito il 17/07/2013