Displasia dell'anca...parte 3

Prevenzione della Displasia

Displasia dell'anca...parte 3

Quali sono i corretti strumenti per la prevenzione della Displasia dell’Anca? Sicuramente tutti quegli strumenti atti a prevenire la trasmissione ereditaria di un patrimonio genetico predisponente al disturbo. Tutte le accortezze sui fattori ambientali sono indubbiamente positive ma dobbiamo tenere presente che hanno il solo ed unico scopo di salvaguardare il benessere e la salute del nostro cane, ma non hanno nessuna influenza nella selezione e nella prevenzione reale della malattia.

Essendo la trasmissione legata ad un poligenismo ( diversi geni che intervengono quantitativamente in maniera diversa e che si influenzano tra loro) la selezione dei riproduttori per prevenire l’HD nella progenie è alquanto complessa. Il primo dato fondamentale sono i risultati fenotipici dei riproduttori e della prole, ovverosia la loro classificazione secondo i parametri ufficiali (esami radiografici ufficiali ENCI/FCI).

Questo parametro di classificazione di divide in 5 livelli:

HD A: La testa del femore e l'acetabolo sono congruenti. Il bordo craniolaterale appare netto e leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta netto ed uniforme. L'angolo di Norberg è di circa 105° o superiore. Quando inoltre il bordo craniolaterale circonda leggermente la testa del femore in direzione laterocaudale, la conformazione articolare viene definita "eccellente"

HD B: La testa del femore e l'acetabolo appaiono leggermente incongruenti e l'angolo di Norberg è di circa 105° oppure il centro della testa del femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale con congruità della testa del femore e dell'acetabolo.

HD C: La testa del femore e l'acetabolo appaiono incongruenti, l'angolo di Norberg è di circa 100° e/o il bordo craniolaterale risulta appiattito. Possono essere presenti irregolarità o segni minori di modificazioni osteoartrosiche a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale o della testa e del collo del femore.

HD D: Incongruità evidente tra la testa del femore e l'acetabolo con sublussazione. L'angolo di Norberg è superiore a 90°. Saranno presenti un appiattimento del bordo craniolaterale e/o segni di osteoartrosi.

HD E: Sono presenti modificazioni marcate di tipo displastico delle anche, come lussazione o sublussazione distinta, un angolo di Norberg inferiore a 90°, un evidente appiattimento del margine acetabolare craniale (coxaplana) e deformazione della testa del femore (a forma di fungo o appiattita) o la presenza di altri segni di osteoartrosi (osteofiti).

Trattandosi appunto di un poligenismo, il valore fenotipico del soggetto (risultato lastre HD) non è direttamente relazionabile al suo genotipo. Un soggetto di fenotipo sano può avere un genotipo che trasmesso alla prole, la predispone alla malattia. Quindi in termini pratici per avere una progenie sana è necessario avere due riproduttori dal genotipo favorevole a sviluppare soggetti sani. Il solo stato di salute del riproduttore (fenotipo) non è sufficiente a stabilirne il genotipo,  mentre sarà molto più indicativo considerare il dato fenotipico tutta la sua famiglia (antenati, prole, fratelli e parenti più prossimi).

Questa metodica proviene dagli studi di genetica applicati alla zootecnia da reddito. Il controllo genico della Displasia dell’Anca, il famigerato poligenismo, è paragonabile al controllo genico della resa del latte dei bovini, della resa in termine di prole dei suini e via dicendo. Sono tratti che i genetisti definiscono quantitativi o complessi. Gli studi zootecnici hanno negli anni messo a punto dei sistemi di calcolo in grado di stabilire, attraverso lo studio della popolazione (antenati diretti e collaterali e discendenti) in relazione ad un riproduttore e dei vari fattori ambientali concorrenti nell’espressione fenotipica, il valore o indice genetico dello stesso in relazione ad un tratto quantitativo, valore espresso da un coefficiente che può essere positivo o negativo.

 

Si definisce il risultato di questo calcolo un VGS, un Valore Genetico Stimato che rapportato ad una media di razza (precedentemente stimata) è in grado di predire matematicamente se l’utilizzo di un determinato stallone con una determinata fattrice avrà un effetto positivo o negativo sulla progenie rispetto alla media di razza. Nella zootecnia da reddito il calcolo dei VGS è ormai pratica assodata nella selezione dei riproduttori, mentre in cinofilia siamo ad uno stadio embrionale. In Italia, uno studio dall’Università di Padova sulla razza Boxer, ha permesso di sancire l’applicabilità dello strumento VGS sulla selezione dei riproduttori per l’HD. Analoghi lavori sono ad uno stadio più concreto di applicazione in Germania e in Svizzera. Allo stato attuale, come afferma Ferdinando Asnaghi (CELEMASCHE), “questo valore ricavato dallo studio su modello matematico dei soggetti esaminati è l’unico parametro corretto per determinare il grado di trasmissibilità dell’HD.” Purtroppo l’applicazione di queste metodiche richiede popolazioni di una determinata consistenza numerica, e che si disponga di informazioni attendibili su loro stato di salute. Ne risulta che è impossibile stabilire dei veri e propri indici numerici (VGS) applicabili alla selezione in popolazioni ristrette come può essere il Cane Lupo Cecoslovacco.

Ma risulta molto utile ragionare negli stessi termini con cui si mette a punto un VGS. Un particolare genotipo, di tipo complesso, come quello responsabile dell’HD si esprime, è maggiormente identificabile, considerando il fenotipo e le relazioni di parentela dell’intera famiglia del soggetto in esame. Importante è mettere a disposizione degli allevatori quanti più dati possibile, soprattutto quelli negativi. E’ ancora troppo diffuso il malcostume, che vede responsabili in prima linea i veterinari, di non ufficializzare e quindi rendere pubblici i risultati meno soddisfacenti. Ogni volta che si nasconde uno di questi dati, si fa un passo indietro nella prevenzione, compromettendo lo stato di salute di futuri cani.

Vien da se, ad esempio esemplificativo, che se consideriamo uno stallone HD A che proviene da una cucciolata in cui i fratelli e le sorelle non sono lastrati o peggio sono, uno o in più casi displasici, il suo valore dovrà essere ritenuto inferiore rispetto ad uno stallone HD B che proviene da una cucciolata in cui tutti i fratelli sono risultanti HD A e HD B, e quindi esenti. Nel secondo caso abbiamo un’intera cucciolata sana, abbiamo quasi  la certezza che la combinazione dei genitori abbia dato un genotipo sano e che quindi i cani di quella cucciolata hanno un’alta probabilità di trasmettere a loro volta un buon genotipo in termini di HD. Ma questo non è sufficiente a garantire la prole di un cane proveniente da questa ottima cucciolata, in quanto trattandosi di un poligenismo, il fattore più alto di rischio è la combinazione sfavorevole di due genotipi che risulta negativa.

 Ma studiando seriamente un accoppiamento, la stessa analisi va estesa a tutta la famiglia, quindi dai fratelli e i genitori dei riproduttori in esame si passerà ai fratelli dei genitori, quindi ai nonni e così via fin dove ci siano dati da considerare. Il dato più significativo però è dato dalla progenie. Il genotipo di un riproduttore si esprime nel risultato della progenie. Infatti un altro dei più applicati metodi di valutazione genetica in zootecnia è il BLUP (Best Linear Unbiased Prediction) o progeny test. Quindi quando stiamo valutando un riproduttore, i risultati della sua progenie, se disponibili, sono quelli da tenere in maggiore considerazione.

Uno scrupoloso esame degli ascendenti diretti (genitori, nonni, e bisnonni), di quelli collaterali (fratelli, e zii) e della progenie, permette di definire empiricamente, ma con buona probabilità, se ci troviamo di fronte ad un riproduttore con un buon genotipo, un buon quadro familiare. Avendo un quadro quanto più possibile dettagliato di entrambi i genitori candidati a riprodursi si ha un buon margine di sicurezza. La certezza ovviamente non si può avere, anche se tanti promettono l’esenzione della patologia in una cucciolata in base allo stato dei genitori. Niente di più improprio e falso.

Ma è possibile affermare che laddove si manifestano gravi e diffusi (più di un soggetto nella stessa cucciolata) problemi di HD si è sempre di fronte a genealogie prive di dati o con più di qualche parente affetto, spesso combinando problemi in entrambi i rami, quello materno e quello paterno, del pedigree.. Linee di sangue completamente esenti dall’essere portatrici dei geni del’HD non esistono, la patologia è stata riscontrata ampiamente in molte razze selezionate, in meticci e anche nel Lupo (Canis Lupus Lupus). Ogni riproduttore trasmette con il proprio bagaglio genetico tanti o pochi geni che, possono, in combinazione con i geni trasmessi dall’altro riproduttore, portare un cucciolo ad essere predisposto alla malattia. Viene da se che quando si programma un accoppiamento e si valutano richiami e consanguineità, sono assolutamente da evitare richiami su soggetti affetti, o soggetti sani che però hanno dato nella progenie più di qualche isolato caso di HD. Quando la consanguineità è data da antenati comuni sani e appartenenti a buone famiglie, è da considerare sempre come elemento favorevole nella prevenzione dell’HD.

Esistono sicuramente delle famiglie più sicure di altre e, studiando i pedigree, evitando nello stesso combinazioni di più soggetti “negativi” (il cui quadro familiare non è idilliaco), è possibile mettersi al riparo da risultati disastrosi. Il singolo soggetto displasico può capitare, e per la legge dei grandi numeri capiterà prima o poi, in tutti gli allevamenti ed è inevitabile, finché non si avranno strumenti più efficaci di prevenzione. La ricorrenza di soggetti displasici è invece da ritenersi il frutto di una scarso o inesistente lavoro di prevenzione.

Una nuova frontiera sulla prevenzione si sta aprendo grazie agli studi genomici sul DNA del Cane, basati su tecniche di scansione molto accurate definite tecnologie SNP’s, che consentono di valutare il DNA di un soggetto con una risoluzione migliaia di volte più accurata e precisa dei classici Marcatori Genetici. Sono già stati effettuati degli studi su alcuni geni e la loro relazione con l’HD (MPP1 gene). Non è affatto azzardato affermare che con queste tecnologie e con studi dedicati sarà possibile indentificare molti dei geni coinvolti in questa patologia e quindi passare a strategie di selezione dei riproduttori più efficaci di quelle attuali.

 

Camatta Alessio

 L’autore ha partecipato ai seguenti eventi divulgativi sull’argomento:

-Convegno Cinofilo Nazionale ENCI, Reggio Emilia 6 dicembre 2008, Displasia dell’Anca e del Gomito relatore Dr. Pedrani Giuliano, medico veterinario CELEMASCHE, responsabile sezione ED.

-Convegno Cinofilo, Castel San Pietro Terme (BO) 4 Novembre 2010, Displasia dell’Anca e del Gomito, relatore Dr. Paolo Piccinini, medico veterinario CELEMASCHE.

-Lezione patologie scheletriche Corso Addestratori ENCI,  Verona 4 Agosto 2013, relatore Dr. Simone Tombolani, medico veterinario convenzionato CELEMASCHE.

Articolo inserito il 02/09/2013